|
Viva l’Italia 29 07 11 Festival dell’Operetta2011 -Con lo spettacolo “Viva l’Italia” si è conclusa la 42a edizione del Festival Internazionale del Festival dell’Operetta di Trieste, giunta faticosamente in porto nonostante i noti problemi economici comuni anche a tutto il settore della cultura e spettacolo italiano. Come noto il Sovrintendente del Teatro Verdi Antonio Calenda ha deciso di dedicare metà del Festival alla tradizione, rappresentata da Strauss ed Offenbach, e l’altra metà all’innovazione con l’Opera da Tre Soldi di Brecht e Kurt Weill e lo spettacolo “sperimentale” Viva l’Italia, che ha inteso rendere omaggio al 150° dell’Unità nazionale con un percorso musicale della storia patria che si è avvalso sia della musica colta che di quella popolare, arrivando fino a quella dei giorni nostri.
Lo spettacolo, frutto dell’idea di Gianni Borgna, si è avvalso della regia di Fabrizio Angelini, dell’Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretti dal triestino Romolo Gessi, della Power Jazz Unusual Orchestra diretta da Pino Jodice, e di un cast composto dalla celebre cantante Daniela Mazzucato, beniamina del pubblico triestino da decenni, Roberto Bencivenga, famoso attore di prosa e cantante, e di una nutrita pattuglia di artisti triestini: Riccardo Simone Berdini, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Paola Sambo, Stefania Seculin e Raffaele Sinkovic. Hanno completato il cast l’attrice e ballerina napoletana Alberta Izzo, ed il gruppo degli Oblivion, eredi del Quartetto Cetra, Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber, e dei Monty Python.
Lo spettacolo, diviso in due parti, è iniziato col “Va’, pensiero” di Verdi, per poi affrontare la genesi dell’inno nazionale “Fratelli d’Italia”, cantato naturalmente a tutto il pubblico presente, due arie di Tosti, Ideale e Sogno, cantate in maniera emozionante da Daniela Mazzuccato. E’ seguito l’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, O’ Sole Mio, La Campana di San Giusto, ‘O Surdato ‘nnamurato, Era de’ Maggio, ed il Fox – Trot e Finale dalla Scugnizza. La prima parte è stata accompagnata dal Coro e Orchestra del Verdi
La seconda parte, accompagnata invece dalla Power Jazz Unusual Orchestra, è iniziata con un medley sulle “sciantose” Lily Kangy e Ninì Tirabusciò, seguito da uno “futurista” con due brani di De Angelis, “Ma cos’è questa crisi” e “Tinghe tanghe”.
Gli Oblivion sono poi intervenuti con “Welcome to Burlesque”, ed è stata poi la volta di un’interessante numero sulla genesi del famoso “Giovinezza”, che prima di diventare l’inno ufficiale fascista era stato un canto degli arditi ed ancor prima uno dei goliardi piemontesi.
E’ seguito un medley dedicato alle celebri sorelle Lescano, un altro intervento agrodolce degli Oblivion “Quando c’era Lui”, “Caro papà”, “Ma l’amore no”, “Bella ciao”, “In the mood”, ed una stupenda ed applauditissima versione di “Tamurriata nera” da parte di Giovanni Imparato, guest star dell’orchestra assieme alla bravissima fisarmonicista Giuliana Soscia.
Poi gli Oblivion hanno omaggiato il Quartetto Cetra con “Soldi soldi soldi” e “Troppi affari cavaliere”; è seguito “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, un medley dedicato al recentemente scomparso Lelio Luttazzi, ed un altro numero degli Oblivion, l’irresistibile “Flower Power” dedicato ai Figli dei Fiori.
Poi è stata tutta una carrellata dei successi degli ultimi trent’anni, “L’anno che verrà” di Dalla, “Una strana famiglia” di Gaber, “Povera Patria” di Battiato, “Un senso”di Vasco Rossi. Non è mancata una bellissima citazione di Pasolini, che già vedeva gli Italiani ridotti da cittadini a meri consumatori.
Ha concluso il tutto quello che si può definire l’inno nazionale non ufficiale, la bellissima “Viva l’Italia” di Francesco de Gregori, cantata e suonata dall’intero cast in un emozionante finale, poi ripetuto come bis a furor di popolo.
Lo spettacolo in definitiva è stato molto bello, pur con qualche squilibrio perdonabile visto lo scarso tempo disponibile per l’allestimento, ed anzi meriterebbe un futuro che andasse oltre il Festival dell’Operetta. Bravi tutti gli interpreti, con menzione speciale per Daniela Mazzuccato, la Power Jazz Unusual Orchestra diretta da Pino Jodice, Riccardo Simone Berdini, Alberta Izzo e gli Oblivion.
Alberto Godas
|